Guida alle Mostre

24 autori. 24 sguardi diversi.

Alcuni di loro sono dei professionisti, vivono del loro lavoro, vivono con il loro lavoro, vivono delle loro immagini; altri intendono il loro fotografare un puro piacere, senza finalità dichiarate ne ricercate: entrambi sono osservatori, traduttori e comunicatori di fenomeni, di luci, di colori, di forme.

Che cosa unisce queste persone? Lo sguardo sicuramente e poi la passione, l’amore, sì, l’amore per un linguaggio espressivo che si serve di strumenti ottici di varia natura, dalle fotocamere analogiche ai moderni telefoni cellulari, dalle stampe accuratamente prodotte in camera oscura fino ai file in formato digitale condivisi sui social network di ultima generazione, da Facebook ® a Instagram ®

E allora ci piace vedere insieme gli scatti audaci e smaliziati, fin quasi provocatori di Leonardo – che “nasconde” le stampe dei suoi Ordini artificiali

al ‘Museo Contadino’, confondendole con gli strumenti del lavoro e della tradizione – con le attente inquadrature di Mauro, ritagliate all’alba, sulle rive dei lidi laziali. Ci piace accostare le fotografie di Piero, di un nudo femminile velato di bianco, con quel nudo giocoso e fresco, velato di nero/al vento, di Riccardo e, nella stessa sala del palazzo Baronale degli Anguillara, con le forme femminili di Claudia che interagiscono con gli spazi dell’archeologia industriale, “i luoghi che sono la metafora del suo sentire”.

Le tonalità e le forme delle architetture in bianco/nero di Sandro fanno da controcanto alle Figurazioni veneziane di Alessandro, così come l’India più arcaica e sacra di Gianni R. dialoga in tono alto con la Calabria “della memoria e dell’abbandono” di Giovanni M.

Ci sono le forme degli “animali marini” di Laura che nuotano colorate fra riflessi di caseggiati nell’acqua e c’è il volo degli “animali del cielo” di Barbara, con le loro ombre… ci sono gli intonaci emulsionati, nella splendida ricerca materica di Fabio, c’è l’attenta ricostruzione storica, caravaggesca quasi, di Max, che ferma – nelle sue stazioni della Via Dolorosa – il momento più drammatico dell’occidente cristiano; e vediamo gli scatti di Gianni B. dei siti archeologici della Siria dilaniata da conflitti, siti oramai irrimediabilmente perduti, e anche questa è memoria.

I ritratti “veri e unici” di Edoardo, che “immortalano incontri casuali e attimi rapiti di un fotografo curioso e affabulatore” viaggiano in parallelo con quelli di Carlo, di “artisti italiani e stranieri dietro le quinte, quando c’era la possibilità di essere amici, passare giornate insieme, scattare in libertà”.

Questa edizione di Calcata Fotografia rappresenta un “Numero Zero”, lo vogliamo sottolineare, dove non vi è l’intenzione di proporre, di dichiarare, di stupire, di gridare a voce alta uno scopo, un motivo, una visione, un “manifesto”.

La scelta di esporre al pubblico questi 24 autori è stata sicuramente fatta scansando (… e non poco) e tenendoci alle spalle, le pretese di “chiarezza”, di “convinzione”, di proposta di “nuove forme” e “nuovi linguaggi” della Fotografia, del Fotografico, del Visivo.

In questi 24 autori noi vediamo la difesa del piacere dello scatto, della caccia, del “ce l’ho, ce l’ho, mi manca”, vediamo la difesa di quella magica sensazione data dalla certezza e dalla prova visiva dell’aver colto, preso, rubato, fatto nostro, posseduto quell’istante, quel “momento magico”, che rende uno scatto e la sua successiva stampa un presente eterno.

 

Roberto “Steve” Gobesso

 

Gli autori che espongono:

Alessandro ANGELI . Max ANGELONI . Gianni BARTONI . Sandro BATTAGLIA . Giovanni CECCHINATO . Leonardo CUCCIA . Barbara DALL’ANGELO . Carmen DECEMBRINO . Laura FOGAZZA . Edoardo FORNACIARI . David GLAUSO . Claudia GORI . Fabio IEMMI . Piero IMPERIALE . Laura LOMUSCIO . Giovanni MARASCO . Manuele MARRACCINI . Carlo MASSARINI . Gustavo PICCININI . Claudio PISANI . Mauro QUIRINI . Gianni RUSCONI . Patrizia SAVARESE . Riccardo SIRICA

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