Cristina Cenciarelli

Cristina Cenciarelli

Cristina Cenciarelli. Studia fotografia pubblicitaria all’Istituto Europeo di Design a Roma e lavora a New York come assistente in uno studio. Ha lavorato in pubblicità, teatro, ritratto, pubblicando in riviste, giornali e libri nell’Europa intera. Ha pubblicato un libro sulla figura della donna nel cinema, prodotto portfolios di edizione limitata e suoi lavori autorali sono stati esposti in Italia, Europa, Stati Uniti e Brasile.
La sua prima volta in Brasile, 1985, ha fotografato il lavoro dei "boias frias", tagliatori di canna da zucchero, per un documentario di produzione americana.
Ha “incontrato” Boipeba visitando i luoghi di Jorge Amado e quando vi si è trasferita, gennaio 2003, ha condensato tutta la "vita passata" in due valige, per ricominciare tutto di nuovo.
Nel 2005, con amici nativi ha fondato l’associazione culturale e la biblioteca che ha ricevuto premi e riconoscimenti. Uno dei lavori più emozionanti della biblioteca è stato il progetto “...io ricordo...”, filmando e fotografando le memorie dei vecchi dell’isola, persone che non si sono mai allontanate da Boipeba.Le sue foto dell’isola fanno parte di collezioni private nel mondo intero e sono pubblicate in vari libri in Europa e in Brasile.
La Marina Militare Brasiliana l’ha nominata "Artista dell’Anno 2013" per il suo lavoro culturale e fotografico sul mare. M. C. Fernandes, videomaker della Boston University, ha filmato la relazione di Cristina con le acque di Boipeba. A febbraio 2017, è stata protagonista di “Community: Cristina Cenciarelli”, video intervista sulla vita privata e la visione fotografica di Boipeba, produzione RAI.
Sue fotografie dei pescatori dell’isola fanno parte della collezione permanente del "Museo della Fotografia Pierre Verger", a Salvador.
É integrante della “Galeria Triângulo”, Salvador, e dei collettivi artistici “Carta das Laranjeiras” e “Fotógrafas Brasileiras” e fotografa di Getty Image e di Olhar Imagem.
Nel 2017, a settembre è stata selezionata tra i migliori con il suo lavoro “I limiti del paradiso” al Festival Internazionale di Fotografia di Paraty, Rio de Janeiro, dove ha anche esposto con le “Fotógrafas Brasileiras” nelle mostre “Plural Singular” e “Jardim de Fotos”. A novembre la mostra "Plural Singular" é stata presentata anche al Festival di Fotografia JF Foto. A dicembre sue foto di donne di Boipeba sono state esposte nel Festival Rio Grande PhotoFluxo.
Nel 2018 ha esposto alla Galleria Centofiorini, Civitanova Marche, nella mostra “Rio – Bahia” e nella prestigiosa Società Geografica Italiana, Roma, nella personale “Boipeba luogo senza tempo”.
Ha pubblicato il suo libro “Boipeba luogo senza tempo” con la Solisluna Editora, Bahia, con le presentazioni di Aninha Franco e Paloma Amado.
Vive il privilegio di essere stata scelta nel terreiro di candomblé dell’isola come “figlia di Santo” di Oxum e Oxalá, e di poter fotografar le cerimonie per mostrare la bellezza di questa spiritualità a volte inspiegabile.
Cristina continua fotografando la poesia di Boipeba.

 

Cristina CenciarelliBoipeba luogo senza tempo. Non si passa per caso per l’isola di Boipeba: è un destino. E per arrivare serve un poco di sforzo e di tempo. Tempo per rimanere. E pensare. Tempo per imparare ad aspettare.
Perché il tempo sull’isola passa con una cadenza speciale, accompagnato dai ritmi implacabili delle maree che governano la maggior parte delle azioni quotidiane, regolato dalla luce abbagliante e dalla oscurità assoluta, semplice e naturale come il vento. E come una fotografia, è unico.
Le immagini di Cristina Cenciarelli sono un viaggio nei misteri di un’isola senza tempo, dove il tempo umano è fatto di gesti, riti, saggezze e parole antiche. Fatto di silenzi. Piccoli momenti, poesie quotidiane, saperi di altri tempi e luoghi che ancora continuano vivendo nella stessa maniera in un tempo di memorie.
Non bisogna aver fretta nel guardare le immagini, ma bisogna lasciarsi andare dentro ad ognuna di loro, pensando che quell’istante è il risultato di culture, idiomi, viaggi in molte vite così diverse.
Il giorno che Cristina ha cambiato la sua vita e cominciato a vivere a Boipeba, nel 2003, ha dovuto mettere da parte tutte le sue idee marcanti e si è lasciata guidare dall’istinto, dalla natura, dalle onde e dalle acque che non si fermano mai, dalle parole dei nativi. Non ha chiesto all’isola più di quello che poteva offrirle, ma ha cominciato a preservare quello che è già straordinario: ha rispettato la sua essenza, perché è questo l’ultimo e vero fine di un viaggio.
Cristina ha attraversato l’oceano per trovare un’altra terra, con tutta la propria vita passata in sole due valige. Non per questo ha dimenticato le proprie radici, ma ne ha create di nuove, un luogo di appartenenza.
Le persone che ritratta sono la sua nuova famiglia, quella che l’ha accolta e ne ha fatto una figlia per molti, una madre e una sorella per tanti altri.
Anche per questo, Cristina Cenciarelli unisce la sua attività di fotografa a quella culturale, e ha fondato con amici nativi l’associazione culturale e la biblioteca, dedicata alla levatrice più antica dell´isola, analfabeta, vincendo premi e concorsi con le loro attività. Cristina in questi anni ha costituito un archivio fotografico e video sulle memorie dei vecchi, sulle tradizioni, le culture e le storie dell’isola.
Da fotografa di attori e modelli, è così diventata ritrattista di persone che, a volte, non avevano uno specchio in casa, testimone delle piccole cose, dei gesti quotidiani e famigliari, di momenti intimi.
Se chiedete alla fotografa perché ha deciso di vivere a Boipeba, lei risponde semplicemente che è stato inevitabile, che non ha richiesto coraggio né grandi decisioni e che, nonostante l’amore per la sua “dolce vita” romana, non ci ha pensato due volte: è stato un destino.
Un destino come l’incontro con il candomblé, la religione afro-brasiliana. Scelta come “figlia” di Oxum e Oxalá, Orixás dolci e determinati, Cristina ha il privilegio di poter fotografare le cerimonie per mostrare la bellezza, la potenza di questa memoria viva, di questa spiritualità a volte inspiegabile.
Con le sue immagini, vuole proteggere l´autenticità e l´identità dell´isola. Perché, in fondo, Boipeba é un’isola come tante altre: mare, palme, vita semplice. Ma per chi la sa capire, vedere, vivere, respirare diventa qualcosa di profondo, languido, vitale.
Come un mistero profondo, bisogna solamente accettare ogni momento che si vive qui, lasciarlo entrare nella pelle, trattarlo con attenzione e amarlo, semplicemente.
Le foto di Cristina sono già la sua memoria e sono autobiografiche, perché Boipeba è il suo ritmo fotografico: quello di un’isola senza tempo.