Le mostre

La collettiva ospitata nel Palazzo Baronale di Calcata presenta un’importante rassegna fotografica non solo per la diversità dei temi ma anche per le metodologie utilizzate per la realizzazione delle opere stesse. Si parte così dal bianco e nero dei paesaggi montani di Paolo Loli e di quelli desertici di Giacinto Malospiriti per passare agli urbani della Chioggia di Gianluca Monacelli. Sempre nel bianco e nero si possono ammirare le visioni artistiche di Paolo Schifano nel cogliere i voli degli storni nelle periferie cittadine di Roma. Ferdinando Marzano invece utilizza il colore per raccontarci la sua street così come Maurizio di Giacomo sempre con il colore ritrae alcuni esemplari della fauna avicola. La natura è ancora presente nel connubio tra fotocamera digitale e obiettivo old school che viene utilizzato da Gabriele Ferramola per il suo tripudio del bokeh nella macrofotografia e sempre la natura è maestosa nella visione artistica che Claudio Genghini ci propone con le sue immagini del bosco.Si passa brevemente, quasi in punta di piedi, nell’universo femminile visto e catturato con eleganza e delicatezza da Claudio Palermo. Mauro Eberspacher parte dalla bellezza delle sculture per utilizzarle come passaggio tra la fotografia e la pittura presentandole racchiuse in cornici classiche che aprono la strada ad una nuova esperienza sensoriale ricca di stimoli e di spunti. Anche Mariangela Rasi si addentra nel trasformare l’arte fotografica e i suoi scatti diventano dei mirabolanti mosaici a piombo che emozioneranno di sicuro lo spettatore così come lo spettatore sarà ‘abbagliato’ dalla luce infrarossa che Stefano Rossi utilizza per mostrarci un lato ‘invisibile’ di Roma. C’è poi un doppio reportage sulla banda dell’Arma dei Carabinieri, uno in bianconero realizzato da Max Angeloni ed uno a colori da Romeo Terella. Per concludere con gli scenari romani di un romano doc quale è Valter Ventrone e due amanti della fotografia analogica con tecniche tradizionali, dalla ripresa alla stampa come Sandro Battaglia e Giovanni Marasco.
Un discorso a parte per Daniele Fiore, professionista della fotografia che esporrà al Granarone, una ricca selezione dei suoi lavori più famosi in ambito pubblicitario.