Valter Ventrone

Valter Ventrone.  Nasce  a Roma  nel giugno 1963 e cresce in quella che allora si poteva definire una sorta di suburra del XX secolo: Pietralata. Questa borgata era, e in parte lo e' ancora, un condensato di vita , di popolo e di contraddizioni le quali hanno naturalmente influenzato la visione sul mondo che lo circonda lasciandolo legato a quel pensiero popolare , tanto semplice quanto vero, dove lealtà, rispetto, amore, solidarietà e senso appartenenza rappresentano l'abc. Appartenenza anche per quella città eterna che negli anni della sua giovinezza sembra lontanissima da raggiungere. Forse e' proprio per questo che i primi ''giretti'' con la sua Yashica FX-3 inizia a farli proprio per il centro storico di Roma: Gianicolo, Pincio, Ponte Sisto, San Pietro. Passano almeno trent'anni dai primi giretti ; non c'è più la Pietralata-Suburra ora c'e' un quartiere inglobato nella citta' , non c'e' piu' la pellicola ora ci sono una ventina di milioni di pixel, non c'è più la Yashica ora c'e' una Fuji XT1, ma Ponte Sisto, Gianicolo ,Pincio e San Pietro sono sempre lì come a voler dare  quel senso di continuità di cui tutti hanno bisogno. E riprende a fare  i suoi giretti perché gli piace fotografare l'eternità di questa città unica al mondo .
Unica ed eterna come uno scatto .
Roma te Amo

Le stelle di Roma
"Sotto un manto di stelle Roma bella m'appare", così Recita una famosa canzone romanesca. L'apparire delle stelle su una città con più di duemila anni di storia porta il visitatore in una dimensione terza, dove il moderno viene inghiottito dal buio e la storia prende il sopravvento sulle frenesie dei tempi d'oggi. E Castello, così veniva chiamato Castel Sant'Angelo in epoca papalina dai Romani, ne è un esempio. Con il suo mutar d'uso a seconda del mutar della società e dei suoi costumi e lui Fermo, uguale a sé stesso accogliente ed ecumenico come il DNA del Popolo Romano. "Panta rhei" (tutto scorre) e lui, castello, dall'alto della sua posizione vede lo scorrere del Tevere come lo scorrere della società e rispecchiandosi nel mezzo si guarda e... sempre bello s' appare.