Edoardo Fornaciari

Edoardo Fornaciari. Nato a Parma nel 1952. Dopo la maturità classica si è trasferito a Milano per dedicarsi al fotogiornalismo. Ha lavorato per le agenzie Farabola e DFP prima di iniziare a collaborare, nel 1976, con l’agenzia francese Gamma. In quegli anni è passato dallo sport alla “nera” al “sociale”. Si è occupato di malavita e di terrorismo. Nel 1979 si è trasferito a Roma come corrispondente dell’agenzia Gamma, per l'Italia e il Vaticano.

Nel 1980 ha firmato la copertina del settimanale americano Time in occasione delle esequie di Tito a Belgrado. Ha seguito Giovanni Paolo II in molti viaggi pastorali anche all’estero, le vicende della politica italiana, i fatti di Mafia e di Camorra continuando a pubblicare sui giornali americani Time, Newsweek e New York Times e sugli europei Paris Match, Figaro Magazine, Stern, Epoca e L'Europeo. Nel 1986 ha firmato la copertina del settimanale francese Paris Match in occasione della strage di Fiumicino. Negli anni ‘90 ha smarrito per qualche tempo la strada del fotogiornalismo dedicandosi ad altro. Dal 2000 fino alla chiusura della rivista (2012) ha collaborato con Panorama Travel realizzando reportage di viaggi in Italia e nel mondo. Ora vive e Parma e collabora, oltre che con la Gazzetta di Parma (rubrica "Parmigiani"), con enti e aziende locali  per cui realizza immagini corporate, promozionali e pubblicitarie. Negli ultimi anni ha pubblicato diversi libri fotografici sulla sua città e sulle attività industriali di alcuni importanti clienti. Ha recentemente affidato la gestione del suo vastissimo archivio all'agenzia milanese Luz Photo. Dall’anno accademico 2013-2014 insegna “Cibo e Fotografia” (il linguaggio della fotografia applicato al food) al ‘Master Comet’ del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università degli Studi di Parma.

Ritratti di strada - Questi ritratti risalgono al tempo in cui la fotografia non aveva ancora perso il valore testimoniale, sono veri e unici. Immortalano incontri casuali e attimi rapiti di un fotografo curioso e affabulatore. Si tratta di immagini realizzate per vivere e per stupire, per comunicare, per far conoscere un mondo ristretto ad un mondo più vasto."